Simone Weil: non basta saltare

Noi non possiamo pretendere di incontrare Dio, senza rimanere con il nostro sguardo fisso solo su di lui. Possiamo puntare in alto quanto vogliamo… possiamo anche dimenarci e affannarci continuamente per incontrarlo, ma se non fissiamo il nostro sguardo nel suo, purtroppo rimaniamo sempre nello stesso punto.

“Ci sono individui che cercano di elevare la loro anima come un uomo che salti continuamente a piedi uniti, nella speranza che a forza di saltare sempre più in alto, un giorno, invece di ricadere, riuscirà a salire fino in cielo. Ma mentre è tutto preso da questi tentativi egli non può guardare il cielo. Noi non possiamo fare nemmeno un passo verso il cielo: la direzione verticale ci è preclusa. Ma se guardiamo a lungo il cielo, Dio discende e ci rapisce”. (WEIL S., Attesa di Dio)

Il noto poeta Eugenio Montale, nel suo diario, volendo giustificare la propria incredulità, ironicamente scrive così su Zaccheo:

«Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro per vedere il Signore se mai passi.
Ahimè, io non sono un rampicante,ed anche stando in punta di piedi,
io non l’ho visto».

In fondo, forse, Montale esprime una importante verità,e cioè che il solo sforzo umano non ci permette di incrociare il volto e lo sguardo di Cristo; per quanto l’uomo, infatti, si sforzi di mettersi “in punta di piedi” non può raggiungere Dio. Antoine de Saint’Exuperie, ne “Il piccolo principe”, afferma che “l’essenziale è invisibile agli occhi” e che “si vede bene solo con il cuore”. Serve il salto della fede, non basta lo sforzo. I midrash ebraici, parlando della shekinà, la discesa e la presenza di Dio, affermavano che l’uomo, salendo sul monte, è arrivato a un passo da Dio e Dio, bucando le nubi, è arrivato a un passo dall’uomo; si noti lo sforzo di esprimere l’esigenza del contatto tra uomo e Dio, obiettivo non del tutto raggiunto… manca un passo! In Cristo, mediante la sua Incarnazione, quel vuoto tra Dio e uomo è stato colmato perché Dio, non solo ha raggiunto l’uomo, ma ne ha assunto la sua carne. In Zaccheo questo movimento di Dio nei confronti dell’uomo è chiaro; quando crediamo di essere noi sulle tracce di Dio, è Dio che ci ha raggiunti per primo.

Cosimo Schena

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