Simone Weil, un Dio che gioca a nascondino

Rileggendo alcuni passi dei Quaderni, mi colpiva come, in modo originale e diretto la filosofa ci presenta in maniera inusuale le immagini di Dio e della creazione.

Dio gioca a nascondino con l’uomo, un nascondimento che non è assenza ma presenza, viva e continua nella creazione. Come lei stessa scriverà:

«Come un bambino si nasconde alla madre, per scherzo, dietro ad una poltrona, così Dio gioca a separarsi dall’uomo mediante la creazione. Noi siamo questo gioco di Dio».

Cosimo Schena

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