Il mio nuovo libro: Simone Weil e la questione gnostica 

Il pensiero di Simone Weil, una delle voci più significative del ‘900, ha conosciuto in questi ultimi anni una rinnovata fortuna. Sebbene l’opera della filosofa, mistica e scrittrice francese sia stata oggetto di numerosi studi che l’hanno analizzata da diverse prospettive, alcuni aspetti della sua riflessione sono stati trascurati dalla critica e restano terreno fertile di analisi, come nel caso del rapporto tra la Weil e lo gnosticismo. All’interno di un tema tanto ampio, come può sembrare quello del rapporto di un filosofo con un orientamento del pensiero articolato com’è stato lo gnosticismo, si è scelto di focalizzare gli sforzi nel tentativo di far emergere quell’idea di Dio elaborata dalla Weil, che fu una pensatrice fortemente attratta dalla deriva gnostica; il Dio weiliano, infatti, non è più onnipotente, bensì assente, un Creatore che si è ritirato dal mondo, un Dio che vogliamo provocatoriamente definire “gnostico”, trascendente, perché, come sostiene la filosofa francese, l’atto di creazione non va inteso come un atto di potenza, ma di abdicazione, nel quale Dio, avendo rinunciato ad essere re del mondo, vi ritorna come “mendicante”.


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Simone Weil: divertirsi con le bugie 

Spesso presi dalle mille cose da fare, non ci rendiamo conto della vera realtà che ci circonda. Vivendo una vita fatta di falsità e ipocrisia in cui ci si costruisce una immagine da prototipo che la moda ci obbliga ad incarnare. In giro si vede solo gente omologata: stessa pettinatura, stesso abbigliamento, stesso taglio di capelli, ecc. ecc. E noi chi siamo? Quello che siamo veramente o quello che gli altri vogliono che noi fossimo? Purtroppo non ci fermiamo mai a riflettere sulla verità della nostra identità, solo alcuni lo fanno non perché sono migliori di noi ma semplicemente perché si fermano e pensano. A proposito Simone Weil scrive:

“C’è qualcos’altro che ha il potere di svegliarci alla verità. È il lavoro degli scrittori di genio. Essi ci danno, sotto forma di finzione, qualcosa di equivalente all’attuale densità del reale, quella densità che la vita ci offre ogni giorno ma che siamo incapaci di afferrare perché ci stiamo divertendo con delle bugie.” (WEIL S.)

Cosimo Schena 

Simone Weil: il cuore invisibile del mondo

“Non lasciarti imprigionare da nessun affetto. Preserva la tua solitudine. Il giorno, se mai esso verrà, in cui ti fosse dato un vero affetto, non ci sarebbe opposizione fra la solitudine intima e l’amicizia; anzi, tu potrai riconoscerla proprio a quel segno infallibile. La solitudine è il crogiolo dell’amore. E’ la prova per la quale passano, a livelli diversi, lo sposo, l’amico, il mistico. Essa non è sterile ripiegamento, ma realizzazione della costante novità del desiderio: desiderio dell’altro, desiderio di aprire all’altro quella parte di noi stessi che sfugge al nostro stesso sguardo, a quest’altro che ci è più intimo di noi stessi. Essa è fedeltà al desiderio unico la cui realizzazione non è possibile che nell’invincibile speranza che ne costituisce la forza e che, di supplica in supplica, ci conduce al cuore invisibile del mondo”. (WEIL S.)

Cosimo Schena